Il fondatore del Sermig scrive ai diecimila e più giovani di piazza San Carlo dopo la seconda tappa del III incontro Mondiale dei Giovani.
Cari amici,
porto con me, nel mio cuore e nella mia mente, i vostri volti, la vostra commozione, la vostra gioia, la vostra determinazione. La pioggia che aspettavo, che avevo quasi chiesto al Signore come segno di benevolenza, ci ha bagnato, ma non ci ha fermato. Ero sicuro che il Signore avrebbe parlato anche con la pioggia e ognuno di noi sarebbe rimasto al suo posto. Il Signore sicuramente avrebbe gradito vedere migliaia di giovani in ascolto sotto la pioggia.

Per noi, doveva essere il “mondiale della fede”: il Signore ci faceva il dono di fare un salto in avanti nella fede, l’abbiamo vissuto così dall’inizio e così è stato. Ci siamo radunati per vivere tutti insieme una buona notizia: il mondo si può cambiare e sabato 16 ottobre è stato un inno a Dio, alla Sua Parola che non delude, alla Sua Presenza incessante.
Come a Collemaggio, nella veglia di preparazione, il Signore ha continuato a stupirci e a volerci bene. Sento che il Signore punta su di noi, su ognuno di noi per annunciare attraverso i nostri volti il Regno di Dio a ogni uomo e donna del mondo, credente o non credente, fino ai confini del mondo, per contribuire ad un mondo più giusto. Un mondo dove la natura è rispettata e custodita, dove la vita è rispettata, curata, amata dal primo all’ultimo momento e dove ognuno di noi è custode dell’altro. Ma ora, in questo mondo che ha toccato il fondo, noi che siamo amati da Dio ricambiamo questo amore diventando maggiormente custodi dei bambini e delle bambine, perché non siano mai più abusati, vittime dei vizi degli adulti.
Per portarli a casa, per proteggerli, da soli non bastiamo, c’è bisogno che Dio, lo Spirito Santo, la Madonna siano con noi. C’è bisogno che la nostra casa, il nostro gruppo, la nostra città, la nostra nazione diventino immagine del Regno di Dio. E nel Regno di Dio, ognuno è custode, nessuno muore di fame, ogni problema dell’altro può essere una grazia, un’opportunità, perché davanti non abbiamo un caso, ma un uomo e una donna da amare. Nel Regno di Dio, la preghiera di chi Lo invoca è incessante, è la Sua presenza continua nei nostri pensieri e nelle nostre azioni. In piazza San Carlo, ho visto tutto questo, ho visto il regno di Dio !
Cari amici,
il Signore ci ha fatto tante carezze, si è lasciato vedere, affinché potessimo trasmetterLo con il nostro volto e le nostre parole. Noi abbiamo conosciuto l’amore! E adesso, non lo possiamo più trattenere. Se lo facessimo, non sarebbe più amore. Sono sicuro che dopo la giornata in piazza San Carlo la nostra vita sarà diversa. Faremo ancora mille e mille cose insieme, che parleranno di Dio, che profumeranno di Dio. Con emozione, con un’emozione mai provata, benedico ogni vostro volto, ogni vostro pensiero e dico ad ognuno di voi “grazie”. Grazie per essere venuti, per esserci stati, grazie perché so che ci sarete e che continueremo a lavorare insieme. A Torino aspettavamo i responsabili della vita religiosa, politica, sindacale, economica del nostro Paese. In pochi sono venuti ad ascoltarci, ma noi abbiamo fatto comunque un passo verso la riconciliazione e continuiamo a sperare che i grandi in futuro siano capaci di ascoltare. Quello che non è stato si può ancora concretizzare. Noi continueremo ad essere un ponte, a puntare sul profumo dei giovani. “Il mondo si può cambiare!”: la buona notizia che abbiamo annunciato, dobbiamo viverla in ogni momento della nostra vita.
Ti voglio bene, vi voglio bene.
Ernesto
Scritta nella notte del 17 ottobre 2010