Carta dei Giovani

Dal confronto con i giovani di oltre 400 gruppi in tutta Italia è nata, all’inizio del terzo millennio, la CARTA DEI GIOVANI: il manifesto dei loro desideri e del loro impegno, per un cambiamento che dia futuro all’umanità.

  • Voglio trovare il senso per la mia vita, che è unica ed irripetibile, per viverla senza guerra, violenza, paura e sperare nel futuro.
  • Mi impegno perché ogni uomo e donna possa valorizzare le proprie potenzialità e perché nessuno sia sfruttato.
  • Voglio capire cosa è il bene e cosa è il male, voglio vivere in un mondo dove esiste il perdono e dove la vendetta sia abolita.
  • Mi impegno a cambiare vita se ho sbagliato.
  • Voglio lottare contro le schiavitù che ci hanno proposto come libertà e che hanno ucciso troppi ragazzi e ragazze.
  • Mi impegno perché tutti abbiano accesso agli strumenti per comunicare e l’informazione sia al servizio della persona.
  • Voglio amare e capire, nella libertà, che cosa è la verità.
  • Mi impegno perché il lavoro possa essere un bene per tutta l’umanità.
  • Voglio avere la libertà di coscienza e di professare la mia fede in ogni parte del mondo.
  • Mi impegno perché tutte le risorse e le ricchezze siano usate ed equamente distribuite per contribuire a costruire un mondo migliore, e voglio che la terra sia rispettata.
  • Presentazione della CARTA DEI GIOVANI

    Dieci punti che racchiudono le speranze e le migliori volontà dei giovani. Una carta che non utilizza il linguaggio giuridico, perché vuole parlare più in profondità al cuore di ogni donna e di ogni uomo; non si ferma alla misura della giustizia e del diritto, perché intende affermare i valori dell’amore e della fraternità.

    I giovani chiedono di ridisegnare il mondo partendo da loro.

    Lo chiedono a uomini e donne di ogni nazione e cultura che credono al bene e alla pace;

    lo chiedono ai Grandi della terra, che possono andare sulla Luna e su Marte, ma anche dichiarare guerra ad un Paese e distruggerlo;

    lo chiedono ai Grandi della comunicazione, che possono trasformare il vero in falso e il falso in vero;

    lo chiedono ai Grandi dell’economia e della finanza, che sono nella tentazione continua di fare del profitto il fine e non il mezzo;

    lo chiedono ai Grandi della scienza e della filosofia, che corrono il rischio di strumentalizzare la ricerca e la cultura;

    lo chiedono ai responsabili delle Grandi Religioni, che a volte trasformano “Dio” in “Odio”;

    lo chiedono ai Grandi persuasori e maestri dell’effimero che possono spegnere nell’umanità la ricerca di significato.

    Chiedono a tutti di aprirsi al cuore e all’intelligenza dei giovani.