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	<title>Amici del sermig</title>
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	<description>Associazione Amici del Sermig, Napoli</description>
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		<title>&#8220;Difenderci dal male&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 22:41:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Regola del Sermig - di Rosanna Tabasso]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[  Cari amici  in questa rubrica vi proponiamo pensieri e riflessioni di Rosanna Tabasso, la prima consacrata del Sermig, che ci aiuteranno a riflettere e a meditare sulle parole della Regola.    DIFENDERCI DAL MALE La sensazione che si respira oggi è di essere aggrediti da ogni parte da un male dilagante, che ci assale da dentro, nelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.giovanigioia.org/wp-content/uploads/2012/03/La-regola-del-sermig-Rosanna-OK.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1153" title="La regola del sermig Rosanna OK" src="http://www.giovanigioia.org/wp-content/uploads/2012/03/La-regola-del-sermig-Rosanna-OK.jpg" alt="" width="543" height="136" /></a> </p>
<p><em>Cari amici  in questa rubrica vi proponiamo pensieri e riflessioni di Rosanna Tabasso, la prima consacrata del Sermig, che ci aiuteranno a riflettere e a meditare sulle parole della Regola.  </em></p>
<p><em></em> </p>
<h3><em>DIFENDERCI DAL MALE</em></h3>
<p>La sensazione che si respira oggi è di essere aggrediti da ogni parte da un male dilagante, che ci assale da dentro, nelle scelte della nostra vita, nelle relazioni più solide, sul lavoro, nella vita sociale, fin quasi alla situazione del pianeta. È la sensazione di essere rinchiusi in una gabbia e che un male diffuso nell’aria ci avveleni l’esistenza. Non che in passato non ci fossero problemi, ma ciò che oggi ci fa sentire più forte il male è la mancanza di prospettiva, la mancanza di speranza. Adulti e giovani siamo vissuti per troppo tempo senza affrontare il tema del male e senza attrezzarci per affrontarlo. Il nostro io, il nostro corpo, il nostro benessere, la fuga dalla fatica e dalla responsabilità, il potere e tanto altro sono cresciuti a dismisura e ci siamo dimenticati di guardare il nostro limite di creature, di figli di Dio. A che serve Dio? Bastiamo noi, il nostro sapere, il nostro fare. Tutto si può comprare, persino la vita e la morte, la fuga in oasi che anestetizzano coscienza e cervello.</p>
<p>A volte penso che noi che abbiamo conosciuto il Dio della bontà, della pazienza, della misericordia, cadiamo nel rischio di valutare il suo essere Amore con le categorie del mondo che in fondo considera bontà, pazienza, misericordia come indici di debolezza… È lo scandalo della croce che ancora una volta ci allontana da Dio. Presi dalla mentalità del mondo e tiepidi nella fede, anche noi credenti in Gesù Cristo abbiamo smesso di vigilare su noi stessi e il male ci ha presi. Eppure sappiamo che anche Gesù Cristo, il Figlio di Dio, ha dovuto fare i conti con il male. I vangeli ce lo ritraggono, all’inizio della sua missione, tentato dal diavolo (Mt 4). Può dimostrare di essere Figlio di Dio ordinando che le pietre diventino pane, gettandosi dal monte affinché gli angeli lo salvino e può possedere tutti i regni della terra se si prostra ai suoi piedi e lo adora. La risposta di Gesù è decisa: “Vattene, Satana! Sta scritto infatti: Il Signore Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”.</p>
<p>Quando allontaniamo Dio dalla nostra vita non lasciamo semplicemente un vuoto, ma offriamo un posto a colui che ha il potere di insinuare il sospetto su di lui, di dividerci da lui e tra di noi. Le difese si indeboliscono, smettiamo di vigilare, il male avanza e si fa più forte, più esteso, nei modi e nelle forme più diverse.</p>
<p>La nostra Regola ci mette in guardia da tutto questo e ci consiglia di risvegliare la speranza, di rinforzare il legame con il Signore per avere la forza di affrontare il male come ha fatto Gesù: facendo crescere il bene, perché la luce annulla il buio; riconoscendo la nostra debolezza e scegliendo di aderire a Gesù senza se e senza ma; scegliendo di “non lasciarci dominare dall’orgoglio per essere come lui miti e umili di cuore”; scegliedo di mettere al centro della nostra vita Gesù e la sua Parola. Senza il costante confronto tra la sua Parola e la nostra vita, non siamo in grado di difenderci da un male che “spesso si presenta come bene”. La sua Parola che educa e plasma la nostra coscienza ci insegna a distinguere l’inquietudine dalla pace del cuore, ci insegna ad affrontare il male con le armi della preghiera incessante e della comunione con persone buone e sagge che ci orientano verso la logica del vangelo.</p>
<p>La scelta del bene come difesa dal male è sempre personale. Nessuno può esonerarsi da questa lotta che non estirperà mai tutta la zizzania dal campo, ma permetterà almeno al grano di non essere soffocato. Per proteggere la buona semina del nostro campo bisogna scegliere l’amore più grande. Solo per un amore più grande si può rinunciare a qualcosa che ci attrae, che ci lusinga, che ci appaga per un momento, ma poi ci porta lontano dalla logica di Dio.</p>
<p>Il bene che deriva dalle nostre scelte si riversa su tutti, specialmente sulle persone con cui viviamo: le nostre famiglie, le nostre comunità, i bambini e i giovani con i quali veniamo a contatto. Se il bene dilaga in questi ambienti e si fa strada attraverso buone abitudini, buone regole, tutti diventiamo più forti e più determinati, più uniti tra noi nella speranza.</p>
<pre>da Nuovo Progetto, aprile 2012</pre>
<pre> </pre>
<pre> </pre>
<pre>Dalla Regola del Sermig: "difenderci dal male"</pre>
<p><em>La tentazione più grande che può prendere ognuno di noi è mettere il proprio io al posto di Dio, dimenticandoci di essere suo tempio, abitati da Lui. Morire a noi stessi è la strada per non lasciarci dominare dall’orgoglio, per essere come Gesù: miti e umili di cuore. Cerchiamo continuamente consiglio per non portare avanti le nostre idee ma quelle del Signore; lasciamoci avvicinare da tanti poveri per avere un linguaggio semplice e non insuperbirci, per non sentirci mai arrivati.  Non smettiamo mai di vigilare su noi stessi, sulle nostre fragilità e sui nostri doni perché siamo creature e, pur facendo tutto il bene che possiamo, abbiamo bisogno di pregare, di tacere aﬃnché sia sempre il nostro Signore a parlare, ad agire dentro di noi. Abbiamo bisogno di difenderci dal male che spesso si presenta come bene. L’inquietudine o la pace interiore possono essere le chiavi per riconoscere il male o il bene. Molte tentazioni si vincono solo fuggendole, digiunando, come segno di libertà, da immagini, letture, musica che ci possono portare lontano dalla logica di Dio. Difendiamoci dal male con una preghiera incessante.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Figlio, se ti presenti per servire il Signore, preparati alla tentazione. Abbi un cuore retto e sii costante, non ti smarrire nel tempo della seduzione. Sta’ unito a lui senza separartene, perché tu sia esaltato nei tuoi ultimi giorni. Accetta quanto ti capita, sii paziente nelle vicende dolorose, perché con il fuoco si prova l’oro, e gli uomini ben accetti nel crogiuolo del dolore. Afﬁdati a lui ed egli ti aiuterà; segui la via diritta e spera in lui» (Sir 2,1-6).</p>
<p>«Giunto sul luogo, disse loro: “Pregate, per non entrare in tentazione”» (Lc 22,40).</p>
<p>«Un servo non è più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma tutto questo vi faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato. Quando verrà il Consolatore che io vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre, egli mi renderà testimonianza; e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me ﬁn dal principio» (Gv 15,20-21.26-27).</p>
<pre> </pre>
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		<title>di Ernesto Olivero</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 17:43:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza...]]></category>
		<category><![CDATA[L'Editoriale di Ernesto]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Quando sono nato mi sono sentito subito l’atteso. Non mi sono mai sentito l’intruso o il sopportato. Sono cresciuto con quest’idea nel cuore. Ma quando ho messo il naso fuori di casa, la scuola mi ha tagliato le gambe. È stata la mia prima lotta, tremenda. Mi ha rotto le ossa, ma non tutte. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Quando sono nato mi sono sentito subito l’atteso. Non mi sono mai sentito l’intruso o il sopportato. <a href="http://www.giovanigioia.org/wp-content/uploads/2012/04/Sto-qui-vi-aspetto-NP-aprile1.png"><img class="alignright size-medium wp-image-1287" title="Sto qui vi aspetto NP aprile" src="http://www.giovanigioia.org/wp-content/uploads/2012/04/Sto-qui-vi-aspetto-NP-aprile1-300x146.png" alt="" width="300" height="146" /></a></p>
<p>Sono cresciuto con quest’idea nel cuore.</p>
<p>Ma quando ho messo il naso fuori di casa, la scuola mi ha tagliato le gambe.</p>
<p>È stata la mia prima lotta, tremenda. Mi ha rotto le ossa, ma non tutte.</p>
<p>Nella vita sono entrato da ultimo, da bocciato, da bollato: uno che non sapeva niente di niente, matematica, italiano, peggio che mai le lingue straniere. A 20 anni, più o meno, ho incontrato un uomo vestito di bianco, uno che veniva dalla Francia, da Taizé. Un volto bello, una voce bella. Eravamo in tanti, quel giorno, ma io credevo che lui fosse lì solo per me. Lo contemplavo ed ero convinto che lui mi guardasse. Diceva: un pugno di giovani può cambiare una città. Lui era credibile, io ero un ragazzo. Pochi anni dopo fui io a dire a un pugno di ragazzi ciò che quello sguardo bello mi aveva comunicato, e da allora continuo a crederlo e a dirlo: si può cambiare il mondo, a cominciare dalla propria città.</p>
<p>Ma oggi voi, poveri ragazzi, chi incontrate? Chi vi aiuta a credere che un mondo nuovo è possibile? Persone che dall’alto del loro vuoto vi dicono che la droga è attraente, lo sballo è bello, la colpa sempre degli altri, rubare è riprendersi il dovuto, fare quello che vi pare è un dovere, l’amore si può fare con chiunque, finché dura. Vi portano perfino in casa o sotto casa il gioco d’azzardo che vi scippa e vi prosciuga il cuore.</p>
<p>Come fate a crescere con questi maestri, creature di Dio? Mi metto nei vostri panni. Io mi ci trovo bene nei vostri panni. Però mi viene una gran paura per voi. Eppure, in mezzo a questo fango, ci sono tanti fra voi che vogliono cambiare il mondo cominciando da loro stessi. Ci sono, eccome, questi coraggiosi.</p>
<p>Che vi devo dire, amici miei? Non è a voi che dovrei scrivere. È agli adulti che vi hanno consegnato questa società in cui uno è più bravo se si fa gli affari suoi, se passa sul cadavere di un altro per arricchirsi ed emergere. Cosa importa se milioni di persone muoiono di fame, se trovare lavoro è impossibile, se costruirsi un futuro a voi è vietato, a causa dell’avidità di qualcuno!</p>
<p>Allora, ragazzi, infischiamocene davvero: infischiamocene noi dei tromboni, dei vuoti, dei prepotenti, degli avidi che vi stanno scippando la vita. Rifacciamoci da noi una vita nuova dove noi, intanto almeno noi, non facciamo all’altro ciò che non vorremmo fosse fatto a noi. Infischiamocene scoprendo che è bello non mentire a noi stessi e agli altri, che è bello condividere anche il poco che abbiamo, stare con un disabile come se non fosse disabile, con un carcerato come se fossimo noi ad essere in galera, con l’ultimo degli ultimi leggendo nei suoi occhi il re che è in lui.</p>
<p>A noi con le mani sporche e il cuore pieno di un sogno, a noi con le ossa spezzate ma non tutte, a noi disoccupati ma impegnatissimi, a noi poveri ricchi, a noi spetta di scrivere una bella storia d’amore.</p>
<p>Un amore dove il male è quello che ci assedia dentro ma che non ci domina, dove ogni sì è leale e per sempre, dove si può essere fedeli e onesti, uniti a tutti anche se non capiti e felici, semplicemente felici.</p>
<p>Facciamoci coraggio insieme, amici miei. Picasso diceva: “Occorrono molti anni per diventare giovani”. Io mi sento sempre più giovane. Mi sento come voi e con voi. Sto qui, vi aspetto e vi voglio bene.</p>
<pre>da Nuovo Progetto, aprile 2012</pre>
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		<title>Pranzo della Gioia     15 aprile</title>
		<link>http://www.giovanigioia.org/2012/04/10/pranzo-della-gioia-20-marzo/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 09:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pranzo della gioia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il prossimo pranzo della Gioia si terrà Domenica 15 aprile 2012. Come sempre chi desidera restituire un pò del proprio tempo è benvenuto. Segnalaci per tempo la tua disponibilità inviando una mail a sermig.napoli@gmail.com . Sarai ricontattato. COME AIUTARCI ? Semplice: raccogliendo e &#8220;restituendo&#8221; un pò del materiale che ci occorre. Clicca qui per info. Ti Aspettiamo!  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Il prossimo pranzo della Gioia si terrà Domenica 15 aprile 2012.</h3>
<p>Come sempre chi desidera restituire un pò del proprio tempo è benvenuto.</p>
<p>Segnalaci per tempo la tua <em>disponibilità</em> inviando una mail a</p>
<p><a href="mailto:sermig.napoli@gmail.com">sermig.napoli@gmail.com</a> . Sarai ricontattato.</p>
<p>COME AIUTARCI ?</p>
<p>Semplice:<em> raccogliendo</em> e &#8220;restituendo&#8221; un pò del <em>materiale </em>che ci occorre. <a href="http://www.giovanigioia.org/2011/11/23/863/" target="_self">Clicca qui </a>per info.</p>
<p>Ti Aspettiamo!</p>
<p><a href="http://www.giovanigioia.org/wp-content/uploads/2011/03/foto.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-307" title="foto" src="http://www.giovanigioia.org/wp-content/uploads/2011/03/foto-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tempo di Pasqua</title>
		<link>http://www.giovanigioia.org/2012/04/09/pasqua/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Apr 2012 20:25:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consumiamo i gradini dei saggi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell&#8217;augurarvi una Santa Pasqua condividiamo con voi tutti un pensiero di Ernesto Olivero segnalatoci dai nostri amici di Faenza. Pasqua   Gesù non è morto. Gesù vive. Poteva imprigionare la sua morte nella tragedia, nel lamento, nella maledizione. Con la sua resurrezione l’ha cambiata nella più bella notizia della storia dell’umanità. Ha regalato il suo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<address>Nell&#8217;augurarvi una Santa Pasqua condividiamo</address>
<address>con voi tutti un pensiero di Ernesto Olivero</address>
<address>segnalatoci dai nostri amici di Faenza.</address>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: large;">Pasqua </span></strong></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: center;">Gesù non è morto.</p>
<p style="text-align: center;">Gesù vive.</p>
<p style="text-align: center;">Poteva imprigionare</p>
<p style="text-align: center;">la sua morte</p>
<p style="text-align: center;">nella tragedia,</p>
<p style="text-align: center;">nel lamento,</p>
<p style="text-align: center;">nella maledizione.</p>
<p style="text-align: center;">Con la sua resurrezione</p>
<p style="text-align: center;">l’ha cambiata</p>
<p style="text-align: center;">nella più bella notizia</p>
<p style="text-align: center;">della storia dell’umanità.</p>
<p style="text-align: center;">Ha regalato il suo volto</p>
<p style="text-align: center;">a me,</p>
<p style="text-align: center;">agli scartati,</p>
<p style="text-align: center;">ai senza speranza.</p>
<p style="text-align: center;">Ha dato a me,</p>
<p style="text-align: center;">proprio a me,</p>
<p style="text-align: center;">la possibilità</p>
<p style="text-align: center;">di trasformare l’affamato</p>
<p style="text-align: center;">in un uomo pieno</p>
<p style="text-align: center;">di dignità,</p>
<p style="text-align: center;">di liberare il prigioniero,</p>
<p style="text-align: center;">di visitare l’ammalato,</p>
<p style="text-align: center;">di accogliere il carcerato,</p>
<p style="text-align: center;">di consolare chi è stanco,</p>
<p style="text-align: center;">di incontrare lo straniero</p>
<p style="text-align: center;">perché si senta accolto.</p>
<p style="text-align: center;">Ho capito che</p>
<p style="text-align: center;">la mia resurrezione</p>
<p style="text-align: center;">è nell’amore.</p>
<p style="text-align: center;">Se non amo</p>
<p style="text-align: center;">sono io l’affamato,</p>
<p style="text-align: center;">il prigioniero, l’ammalato.</p>
<p style="text-align: center;">Se non amo sarò io</p>
<p style="text-align: center;">lo straniero</p>
<p style="text-align: center;">per tutta la vita.</p>
<p style="text-align: center;"><em>Ernesto Olivero</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;La carità nella fraternità&#8221;- martedì 10 aprile 2012 ore 21.00</title>
		<link>http://www.giovanigioia.org/2012/04/08/la-carita-nella-fraternita-3-aprile-2012-ore-21-00/</link>
		<comments>http://www.giovanigioia.org/2012/04/08/la-carita-nella-fraternita-3-aprile-2012-ore-21-00/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Apr 2012 21:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Carissimi ragazzi,  in occasione dei nostri consueti appuntamenti di preghiera, continuiamo a proporre  la proiezione dei filmati relativi agli incontri di formazione vissuti presso l&#8217;Arsenale della Pace nel campo tenutosi dal 23 al 25 marzo scorsi in riferimento al tema della &#8220;costanza&#8221; nel cammino di formazione. Titolo del campo &#8220;Ed erano perseveranti&#8230;&#8221; con riferimento al brano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimi ragazzi,<a href="http://www.giovanigioia.org/wp-content/uploads/2012/04/Fraternità-della-Speranza1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1235" title="Fraternità della Speranza" src="http://www.giovanigioia.org/wp-content/uploads/2012/04/Fraternità-della-Speranza1-300x96.jpg" alt="" width="300" height="96" /></a></p>
<p> in occasione dei nostri consueti appuntamenti di preghiera, continuiamo a proporre  la proiezione dei filmati relativi agli incontri di formazione vissuti presso l&#8217;Arsenale della Pace nel campo tenutosi dal 23 al 25 marzo scorsi in riferimento al tema della &#8220;<strong>costanza</strong>&#8221; nel cammino di formazione.</p>
<p>Titolo del campo <strong><em>&#8220;Ed erano perseveranti&#8230;&#8221;</em></strong> con riferimento al brano del Vangelo &#8220;At 2, 42&#8243;</p>
<p>Il secondo incontro che vi proponiamo è stato curato da Andrea Bisacchi della fraternità della Speranza, ed ha il titolo &#8220;<strong>La carità nella fraternità</strong>&#8220;  in relazione al tema <em>&#8220;ed erano perseveranti  nella comunione fraterna&#8221;. </em></p>
<p><em>Vi segnaliamo che tale incontro era già in programma per martedì scorso e solo per motivi tecnici è stato poi rinviato a martedì 10 aprile ore 21.00.</em></p>
<p>Non mancate !</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Benedetto XVI: lettera ai Giovani per la XXVII Giornata Mondiale della Gioventù &#8211; marzo 2012</title>
		<link>http://www.giovanigioia.org/2012/04/01/benedetto-xvi-lettera-ai-giovani-per-la-xxvii-giornata-mondiale-della-gioventu-marzo-2012/</link>
		<comments>http://www.giovanigioia.org/2012/04/01/benedetto-xvi-lettera-ai-giovani-per-la-xxvii-giornata-mondiale-della-gioventu-marzo-2012/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 01 Apr 2012 17:16:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consumiamo i gradini dei saggi]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[  Cari amici, vi proponiamo la lettura della lettera che il Santo Padre ha scritto per noi sul tema della &#8220;gioia cristiana&#8221;. E&#8217; una parola da sempre ricorrente nella nostra comunità, ma spesso diventa difficile attualizzarla e viverla nel senso pieno nella quotidianità, nella difficile realtà in cui viviamo. Benedetto XVI ci invita a cogliere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="right"> </p>
<p>Cari amici, vi proponiamo la lettura della lettera che il Santo Padre ha scritto per noi sul tema della &#8220;gioia cristiana&#8221;. E&#8217; una parola da sempre ricorrente nella nostra comunità, ma spesso diventa difficile attualizzarla e viverla nel senso pieno nella quotidianità, nella difficile realtà in cui viviamo. Benedetto XVI ci invita a cogliere il vero significato della gioia partendo da una riflessione sulla <em>Lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi</em>: «Siate sempre lieti nel Signore!» (4,4). <em>&#8220;La gioia, in effetti, è un elemento centrale dell’esperienza cristiana</em>&#8221; ci dice il Papa; ed ancora:  <em>&#8220; Non si può essere felici se gli altri non lo sono: la gioia quindi deve essere condivisa&#8221;.</em>  Ma si può vivere la gioia anche nelle prove? Si può oggi esserne veri e credibili testimoni?</p>
<p>Buona lettura e buona meditazione&#8230;</p>
<address><a href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/youth/documents/hf_ben-xvi_mes_20120315_youth_it.html">clicca qui </a><a href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/youth/documents/hf_ben-xvi_mes_20120315_youth_it.html"><span style="color: #663300; font-size: medium;"><em><strong>MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI<br />
PER LA XXVII GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ </strong></em></span><span style="color: #663300;"><em><strong><span style="font-size: medium;">2012 </span></strong></em></span></a></address>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nuovo Progetto: il mensile del Sermig</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2012 07:50:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mensile Nuovo Progetto]]></category>

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		<description><![CDATA[ &#8221;Nuovo Progetto&#8220;, per gli amici &#8220;NP&#8220;, è dal 1978 il mensile del Sermig. Per chi non accetta la fame, la violenza, la guerra, il terrorismo, l&#8217;economia che affama, i diritti negati, una cultura che piega la schiena ai giovani, una società senza Dio. Per chi vuole la pace, il dialogo nella reciprocità, per chi vuole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div> &#8221;<strong>Nuovo Progetto</strong>&#8220;, per gli amici &#8220;<strong>NP</strong>&#8220;, è dal <strong>1978</strong> il mensile del Sermig. <strong>Per chi non accetta la fame</strong>, la violenza, la guerra, il terrorismo, l&#8217;economia che affama, i diritti negati, una cultura che piega la schiena ai <strong>giovani</strong>, una società senza Dio.<br />
<strong>Per chi vuole la pace</strong>, il <strong>dialogo</strong> nella reciprocità, per chi vuole condividere, partecipare, riflettere, costruire, per i giovani che sognano un mondo migliore.NP <strong>dal 1978</strong> è entrato nei <strong>punti caldi </strong>dell&#8217;attualità, non accontentandosi di fotografare la realtà, ma cogliendo i segni dei tempi, offrendone l&#8217;interpretazione del Sermig e cercando risposte concrete.<br />
Da gennaio 2008 NP ha rinnovato completamente il suo look, mantenendo un linguaggio semplice per contribuire al dialogo tra giovani e adulti, per permettere anche alle persone semplici di capire meglio le situazioni del tempo che viviamo.</p>
<table width="100%" border="0">
<tbody>
<tr>
<td width="150"><a href="http://www.giovanigioia.org/wp-content/uploads/2011/12/NP.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-387" title="Nuovo Progetto" src="http://www.giovanigioia.org/wp-content/uploads/2011/12/NP-223x300.gif" alt="" width="157" height="221" /></a></td>
<td width="10"></td>
<td><strong>NP non ha pubblicità</strong>. È realizzato con il contributo gratuito di giornalisti, illustratori, fotografi&#8230; Noi del Sermig <strong>la chiamiamo “restituzione”</strong>: restituire a Dio i suoi doni attraverso gli altri. Tutti abbiamo qualcosa da restituire. Beni materiali, cultura, tempo, professionalità, creatività, gioie, dolori&#8230; non sono miei, ma nostri, comprendendo in questo nostri tutti gli uomini, vicini e lontani.Il costo dell’abbonamento copre, ad oggi, parte della carta, la stampa e la postalizzazione.Per informazioni scrivete alla redazione<br />
<script type="text/javascript"></script><a href="mailto:nuovoprogetto@sermig.org">nuovoprogetto@sermig.org</a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div></div>
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		<title>Filosofia della rivista</title>
		<link>http://www.giovanigioia.org/2012/03/29/filosofia-della-rivista/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2012 06:58:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofia di NP]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Sermig negli anni ha imparato a credere in alcune «follie»: continuare a sperare, dire la verità, voler attuare la giustizia, essere la voce dei deboli, far sì che non vi siano più nel mondo né ricchi né miserabili, far coesistere libertà ed eguaglianza&#8230; Ma queste sono veramente delle follie o non sono piuttosto valori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Sermig negli anni ha imparato a credere in alcune «follie»: continuare a sperare, dire la verità, voler attuare la giustizia, essere la voce dei deboli, far sì che non vi siano più nel mondo né ricchi né miserabili, far coesistere libertà ed eguaglianza&#8230; Ma queste sono veramente delle follie o non sono piuttosto valori in cui non si vuole più credere? Noi crediamo fermamente in questi valori e vogliamo realizzarli stando in mezzo alla gente, lavorando insieme con la gente. Abbiamo vissuto esperienze numerose e disparate: dall&#8217;incontro con personaggi famosi a quello con tanta gente comune, con tanti miseri, prendendo coscienza delle ingiustizie che li opprimono e impegnandoci nel combatterle. Queste esperienze il Sermig vuole ora realizzarle insieme con tanti altri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div>
<p><strong>Costruire con la speranza</strong></p>
<p>La prima «follia», quella che ci sta più a cuore, è la speranza che vogliamo far dilagare. Viviamo in un mondo in cui sembra non esserci più spazio per le realtà positive. Di ciò sono responsabili anche la stampa e gli altri massmedia che diffondono un continuo pessimismo, creando una mentalità astiosa, disfattista, individualista. Noi non intendiamo ignorare la realtà, non vogliamo nasconderla o addomesticarla: anzi, il rispetto di essa è proprio una delle nostre «follie». Piuttosto ci domandiamo: ma è possibile che intorno a noi ci siano solo violenze, scandali, rapine&#8230;? è possibile che non ci siano anche delle realtà positive? La realtà deve essere conosciuta in tutti i suoi aspetti, sia positivi che negativi. Per continuare a vivere bisogna saper credere nella vita che nasce nuova ogni giorno, bisogna saper cogliere il positivo presente anche nel nostro tempo. Ma per vivere in modo veramente umano è anche necessario sapersi difendere: si deve imparare ad essere critici, a non lasciarsi strumentalizzare da nessuno. Questo il servizio che si propone di rendere a tutti la rivista «Progetto».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cercare il perché delle cose</strong></p>
<p>Noi vogliamo parlare, discutere, cercare insieme a tutti gli altri. Vogliamo sapere il perché delle cose e imparare a farle. Pensiamo che conoscere perché si vive sia altrettanto importante che conoscere come vivere. Sapere perché esistono le foglie o le zanzare è per noi altrettanto importante che sapere come contribuire a scardinare le ingiustizie o quanto è necessario produrre perché nessuno nel mondo sia più afflitto dalla fame. Cerchiamo e vogliamo cercare, insieme a chi leggerà questa rivista, i perché piccoli e grandi che ci aiutano a muoverci ogni giorno e insieme a inquadrare i fatti storici, che ci tengono ben dentro la vita di tutti e che insieme ci permettono di ampliare il discorso ai destini spirituali dell&#8217;uomo.<br />
<strong>Una rivista costruita insieme</strong></p>
<p>Si può crescere, maturare autenticamente solo lavorando insieme. Per questo la rivista vuole coinvolgere a fondo tutti. Non può essere un discorso a una sola direzione: il gruppo redazionale che «spiega» ai lettori sprovveduti come stanno le cose; deve essere invece un intenso e vivace dialogo, dove chi ha da dire qualcosa può dirla in piena libertà. E deve essere un dialogo in cui ci si capisce. Per questo gli articoli di « Progetto» saranno brevi, essenziali, facili, così che tutti li possano comprendere. Si chiederà a quanti scriveranno di essere semplici e lineari, perché la verità ha bisogno di essere compresa. Le espressioni difficili sono spesso un modo per non far capire le cose, un modo furbo ed elegante per nascondere la verità o per non dover confessare che non la si conosce.<br />
<strong>Verso un progetto alternativo</strong></p>
<p>La rivista punta su un progetto nuovo di umanità: vuole contribuire a idearlo e a realizzarlo, attraverso il confronto con tutti e il concreto impegno nell&#8217;azione. Noi siamo stanchi degli schemi precostituiti, degli slogans di destra, di sinistra o di centro; noi vogliamo prendere personalmente coscienza della realtà e trasformarla. Iniziamo una ricerca e poniamo delle ipotesi, per giungere a un progetto «nuovo», veramente partecipato, costruito da tutti. La rivista vuole essere uno strumento, umile e coraggioso, che mettiamo in mano a tutti: giovani e anziani, intellettuali e gente del popolo, credenti e non credenti&#8230; perché tutti siano coinvolti in questa esaltante avventura: fare un mondo nuovo.<br />
<strong>Verità e amore</strong></p>
<p>Il discorso di «Progetto» sarà sempre chiaro, franco, anche duro quando sia necessario, capace di denunciare il male dovunque esso si annidi, senza scendere mai al compromesso. La sua critica però non tenderà a distruggere, ma invece a costruire; non punterà sull&#8217;emarginazione e la divisione, ma sull&#8217;unità. Per essere totalmente libero, «Progetto» parte senza finanziatori: e anche questa è un&#8217;altra delle nostre «follie». Non ha dietro di sé dei padroni, ma cerca solo amici leali e generosi, che condividano la stessa fiducia nell&#8217;uomo, la stessa speranza nel futuro; che scrivano e diffondano la rivista senza altra ricompensa che la buona coscienza di lavorare per una causa giusta e la gioia di una sincera amicizia. «Progetto» è sostanzialmente questo. Dipende soprattutto da te che la sua «follia» diventi felice realtà.</p>
<pre>La Redazione di «Progetto» dal N° 1 del gennaio 1978</pre>
</div>
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		<title>Abbonati a NP</title>
		<link>http://www.giovanigioia.org/2012/03/28/abbonati-a-np/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Mar 2012 08:01:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Per abbonarti a NP]]></category>

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		<description><![CDATA[PDF L&#8217;abbonamento è comprensivo di dieci numeri all&#8217;anno € 15.00 per la versione scaricabile in pdf. Per abbonarti: CCP n°12049128 intestato a Nuovo Progetto Sermig &#8211; Editrice Esperienze, via S.Michele 81 &#8211; 12045 Fossano (CN) (se scegli il formato pdf, indica un indirizzo email) o direttamente all&#8217;Arsenale della Pace. &#160; CARTACEO L&#8217;abbonamento  è comprensivo di dieci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>PDF</h3>
<p>L&#8217;abbonamento è comprensivo di dieci numeri all&#8217;anno € 15.00 per la versione scaricabile in pdf. <a href="http://www.giovanigioia.org/wp-content/uploads/2012/03/npdf1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1218" title="npdf1" src="http://www.giovanigioia.org/wp-content/uploads/2012/03/npdf1.jpg" alt="" width="150" height="70" /></a></p>
<p>Per abbonarti: CCP n°12049128 intestato a Nuovo Progetto Sermig &#8211; Editrice Esperienze, via S.Michele 81 &#8211; 12045 Fossano (CN) (se scegli il formato pdf, indica un indirizzo email) o direttamente all&#8217;Arsenale della Pace. <strong> </strong></p>
<div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>CARTACEO</strong></p>
<p>L&#8217;abbonamento  è comprensivo di dieci numeri all&#8217;anno € 30.00 per la versione cartacea, <a href="http://www.giovanigioia.org/wp-content/uploads/2012/03/NPLOGO_small.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1219" title="NPLOGO_small" src="http://www.giovanigioia.org/wp-content/uploads/2012/03/NPLOGO_small.jpg" alt="" width="154" height="97" /></a>€ 50.00 come sostenitore (copre il costo di NP spedito ad un missionario, un carcerato, un monastero di clausura).</p>
<p>Per l&#8217;estero, € 35,00.</p>
<p>Per abbonarti: CCP n°12049128 intestato a Nuovo Progetto Sermig &#8211; Editrice Esperienze, via S.Michele 81 &#8211; 12045 Fossano (CN) o direttamente all&#8217;Arsenale della Pace.<br />
<em>Per abbonarti con un semplice click o per ricevere un numero in visione gratuita <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://giovanipace.sermig.org/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=5303&amp;Itemid=1035&amp;lang=it">clicca qui</a></span></em></p>
</div>
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		<title>&#8220;La fraternità e la Fedeltà alla Chiesa&#8221;: martedì 27 marzo ore 21.00</title>
		<link>http://www.giovanigioia.org/2012/03/25/campo-sermig-2-5-gennaio-2012/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Mar 2012 21:20:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Carissimi ragazzi, dal prossimo martedì, e per i successivi, in occasione dei nostri consueti appuntamenti di preghiera, proporremo la proiezione dei filmati relativi agli incontri di formazione vissuti presso l&#8217;Arsenale della Pace nel campo tenutosi dal 23 al 25 marzo scorsi in riferimento al tema della &#8220;costanza&#8221; nel cammino di formazione. Titolo del campo &#8220;Ed erano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">Carissimi ragazzi,</span></p>
<p>dal prossimo martedì, e per i successivi, in occasione dei nostri consueti appuntamenti di preghiera, proporremo la proiezione dei filmati relativi agli incontri di formazione vissuti presso l&#8217;Arsenale della Pace nel campo tenutosi dal 23 al 25 marzo scorsi in riferimento al tema della &#8220;costanza&#8221; nel cammino di formazione.</p>
<p>Titolo del campo <em>&#8220;Ed erano perseveranti&#8230;&#8221;</em> con riferimento al brano del Vangelo &#8220;At 2, 42&#8243;</p>
<p>Il primo incontro, che proporremo martedì 27 marzo, è stato curato da Alberto Rossi della fraternità della Speranza, ed ha il titolo &#8220;La Fraternità e la fedeltà alla Chiesa&#8221;  in relazione al tema <em>&#8220;ed erano perseveranti nell&#8217;ascoltare l&#8217;insegnamento degli apostoli&#8230;&#8221;</em></p>
<p>Non mancate !</p>
]]></content:encoded>
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