La nostra storia, i sogni…

Il nostro incontro con il Sermig…

Quando ripensiamo al nostro primo incontro con il Sermig restiamo sempre più stupiti dinanzi al mistero della Provvidenza. In quella lontana estate del 2003 il nostro gruppo, formato da alcuni giovani di una comunità parrocchiale di Marano, in provincia di Napoli, era inizialmente diretto verso tutt’altra destinazione, ovvero in America Latina, per vivere un’esperienza missionaria. La volontà di Dio, però, ci aveva riservato un altro incontro, un  appuntamento che avrebbe cambiato la nostra vita. Quel lungo viaggio “saltò”  e, nella delusione generale, nel giro di poche ore, si decise di non rinunciare al nostro desiderio di un’esperienza forte, partendo alla volta di Torino, la città di Don Bosco, per conoscere meglio i luoghi salesiani. La Provvidenza si servì di una nostra cara amica che, avendo letto un libro di Ernesto, ci incuriosì a tal punto che, poche ore prima di ripartire, decidemmo di visitare questo misterioso “Arsenale della Pace”. Fu l’incontro con un luogo di Dio, con persone ispirate e illuminate da Lui. E così ci tornammo il successivo mese di Gennaio per il campo formativo, e l’anno dopo, e così ogni anno…

Per noi fu la scoperta di un modo nuovo di vivere la fede, la preghiera e la carità.

Questo stile semplice ma efficace di essere cristiani ci illuminò nel cammino che, come giovani impegnati, avevamo già intrapreso negli anni, donandoci nuovo coraggio ed entusiasmo.

Nel corso del tempo il nostro legame con la spiritualità del Sermig si è sempre più consolidato tanto da far crescere nel cuore di ognuno il desiderio forte di portare anche nella nostra terra quell’esperienza e di far conoscere il Sermig in una città che ha davvero tanto bisogno di Speranza, in una realtà in cui i giovani devono “accorgersi che valgono”  più di quanto qualcuno voglia fargli credere.

Nasce “amici del Sermig”…

E così, dopo anni di condivisione con la Fraternità della Speranza, dopo aver “consumato i gradini dei saggi” ed aver raggiunto la consapevolezza che tale fosse realmente la volontà di Dio, abbiamo dato vita, con la nascita di un’Associazione di volontariato, ad una realtà gemellata nella fede e nella carità con l’Arsenale di Torino: gli Amici del Sermig di Napoli.

Siamo un gruppo di giovani che con la propria vita ha scelto di impegnarsi a testimoniare quotidianamente la Gioia e la Speranza che trovano ispirazione nella Parola di Dio. Cardine della nostra identità è la “Regola” della Fraternità di Torino: “La Gioia di rispondere Si”. “Si” che prende forma secondo il principio della “Restituzione”, pensato da Dio ed incarnato dal Sermig.

Nella certezza di aver intrapreso un’avventura voluta da Dio, sin dall’inizio ci siamo affidati a Lui offrendo di restituire tempo, professionalità, beni materiali e spirituali, aprendoci a qualunque iniziativa suggerita dalla Provvidenza in ragione delle necessità e dei bisogni delle persone che, per volontà del Signore, avremmo incontrato nel tempo.

Il nostro impegno…

La chiave più importante è rappresentata dalla scelta di intraprendere un cammino di formazione permanente, personale e comunitario, un percorso formativo costituito innanzitutto dalla Preghiera, nella consapevolezza che “pregare è restituire il tempo a Dio, desiderare che Lui abiti nel nostro cuore, pensare e volere ciò che a Lui piace” .     E’ nato così, in comunione con la fraternità della Speranza, l’appuntamento di preghiera del martedì, vissuto alla “Casa della Gioia” in Marano, la nostra attuale sede, laddove ogni martedì le porte del “cenacolo della gioia”  si aprono a tutti coloro che hanno il desiderio vivo di incontrare DIO attraverso la preghiera e la restituzione.                      

Gli incontri di “Costanza” , rappresentano, poi, per noi l’occasione per crescere nella fede, riflettere e meditare sulle Sacre Scritture.

Accanto alla formazione personale e comunitaria, il nostro impegno più importante è quello di lavorare per l’educazione e la formazione di bambini e giovani nella certezza di poter così contribuire all’edificazione di società future costituite da onesti cittadini e buoni cristiani. 

Il nostro “Si” è stato immediatamente accolto dal Signore che ha bussato più volte alla nostra porta chiamandoci a testimoniare, in più occasioni, a tante comunità parrocchiali di Napoli, l’esperienza del Sermig e, in particolare, a proporre la “cena dei popoli”. Tra queste la più significativa ed emozionante, è stata sicuramente quella vissuta presso il Seminario Arcivescovile Alessio Ascalesi della nostra Diocesi, dove abbiamo proposto la “cena dei popoli” ad un centinaio di giovani seminaristi, offrendo loro un’occasione importante per aiutarli ad aprirsi alle problematiche dei nostri tempi.

Con la nascita dell’Associazione si è ancor più radicato in noi il desiderio di  impegnarci nel servizio ai poveri, ponendo attenzione a tutte le forme di povertà presenti nel territorio.

Abbiamo, così, per tanti anni, incontrato, ogni sabato sera, per le strade della città, i senza fissa dimora, per restituire cibo, amicizia e, se è possibile, dignità a persone classificate come ultime dalla nostra società, ma che in realtà sentiamo vicine come veri Amici. Da qualche tempo, poi, si è scelto di investire tante risorse in una iniziativa che ci sta tanto a cuore, che è nata tanti e anni fa e che assume una dimensione sempre più importante: il “pranzo della gioia”. Una domenica al mese ospitiamo i nostri Amici poveri e senza fissa dimora presso la nostra Casa, dove hanno la possibilità di lavarsi, avere biancheria ed indumenti puliti, mangiare e soprattutto condividere una giornata spensierata, con l’augurio che tutto ciò allievi anche per un po’ la sofferenza di una vita di stenti. Puntualmente continuiamo a ricevere da quei momenti e da quegli incontri insegnamenti di vita di un valore inestimabile che ci aiutano sempre più a crescere nella fede e ci donano forza e coraggio nel proseguire il cammino intrapreso.

L’incontro con il Sermig ci ha aiutato, poi, a maturare definitivamente la convinzione di dover investire tanto nella musica, nella certezza che questa, la più bella tra le arti,  possa “aiutare i cuori ad aprirsi a Dio”. Con questa convinzione, abbiamo scelto di investire tanto in strumentazione, spazi, strutture,  realizzando un sogno: una sala registrazione (sala ripresa + sala regia), luoghi dove offriamo a bimbi, ragazzi e giovani, l’opportunità di educarsi all’ascolto ed, attraverso lo studio, imparare a fare musica d’insieme, “rispettando tempi e modi proprio come in un’orchestra e scoprendo il gusto e la bellezza del suonare insieme e dello stare insieme” .

I nostri sogni…

Insomma, la comunione con il Sermig è un’avventura che ormai viviamo da tanti anni, ma la nascita di un’Associazione ha rappresentato per noi un momento di svolta, nel quale ognuno si è interrogato ed ha scelto, con responsabilità, di offrire con maggior convinzione il proprio “Si”.  Un impegno al quale siamo chiamati sempre nella nostra vita, negli imprevisti e nelle situazioni che la Provvidenza ci pone dinanzi.

Gli incontri vissuti, le testimonianze ascoltate e le gioie provate in questi anni hanno accresciuto in noi la consapevolezza di far parte di un grande disegno di Dio.  Noi “ci stiamo”, e vogliamo fare sul serio.

Certo, le difficoltà ed i momenti di forte sfiducia non sono mancati e non mancheranno, ma la storia ci ha insegnato che possiamo sempre ripartire con umiltà e che Dio non ci chiede mai più di quanto possiamo restituire.

A volte ci capita di sognare in grande, chiudere gli occhi e immaginare un Arsenale a Napoli aperto a tutte “le povertà” del nostro tempo…

Come dice il nostro amico Ernesto : “l’oggi è nelle nostre mani, la speranza ha il nostro volto”.

Non è solo una bella frase, ma una certezza, che se interiorizzata nella fede, può farci compiere opere che nemmeno immaginiamo.

Ringraziamo Dio per questo piccolo “miracolo”…è solo l’inizio, ma sappiamo che c’è sempre bisogno di umiltà, credibilità e preghiera.

E chissà che tanti e tanti altri, come noi, vogliano metterci la faccia, la testa, il cuore…