Filosofia della rivista

Il Sermig negli anni ha imparato a credere in alcune «follie»: continuare a sperare, dire la verità, voler attuare la giustizia, essere la voce dei deboli, far sì che non vi siano più nel mondo né ricchi né miserabili, far coesistere libertà ed eguaglianza… Ma queste sono veramente delle follie o non sono piuttosto valori in cui non si vuole più credere? Noi crediamo fermamente in questi valori e vogliamo realizzarli stando in mezzo alla gente, lavorando insieme con la gente. Abbiamo vissuto esperienze numerose e disparate: dall’incontro con personaggi famosi a quello con tanta gente comune, con tanti miseri, prendendo coscienza delle ingiustizie che li opprimono e impegnandoci nel combatterle. Queste esperienze il Sermig vuole ora realizzarle insieme con tanti altri.

 

Costruire con la speranza

La prima «follia», quella che ci sta più a cuore, è la speranza che vogliamo far dilagare. Viviamo in un mondo in cui sembra non esserci più spazio per le realtà positive. Di ciò sono responsabili anche la stampa e gli altri massmedia che diffondono un continuo pessimismo, creando una mentalità astiosa, disfattista, individualista. Noi non intendiamo ignorare la realtà, non vogliamo nasconderla o addomesticarla: anzi, il rispetto di essa è proprio una delle nostre «follie». Piuttosto ci domandiamo: ma è possibile che intorno a noi ci siano solo violenze, scandali, rapine…? è possibile che non ci siano anche delle realtà positive? La realtà deve essere conosciuta in tutti i suoi aspetti, sia positivi che negativi. Per continuare a vivere bisogna saper credere nella vita che nasce nuova ogni giorno, bisogna saper cogliere il positivo presente anche nel nostro tempo. Ma per vivere in modo veramente umano è anche necessario sapersi difendere: si deve imparare ad essere critici, a non lasciarsi strumentalizzare da nessuno. Questo il servizio che si propone di rendere a tutti la rivista «Progetto».

 

Cercare il perché delle cose

Noi vogliamo parlare, discutere, cercare insieme a tutti gli altri. Vogliamo sapere il perché delle cose e imparare a farle. Pensiamo che conoscere perché si vive sia altrettanto importante che conoscere come vivere. Sapere perché esistono le foglie o le zanzare è per noi altrettanto importante che sapere come contribuire a scardinare le ingiustizie o quanto è necessario produrre perché nessuno nel mondo sia più afflitto dalla fame. Cerchiamo e vogliamo cercare, insieme a chi leggerà questa rivista, i perché piccoli e grandi che ci aiutano a muoverci ogni giorno e insieme a inquadrare i fatti storici, che ci tengono ben dentro la vita di tutti e che insieme ci permettono di ampliare il discorso ai destini spirituali dell’uomo.
Una rivista costruita insieme

Si può crescere, maturare autenticamente solo lavorando insieme. Per questo la rivista vuole coinvolgere a fondo tutti. Non può essere un discorso a una sola direzione: il gruppo redazionale che «spiega» ai lettori sprovveduti come stanno le cose; deve essere invece un intenso e vivace dialogo, dove chi ha da dire qualcosa può dirla in piena libertà. E deve essere un dialogo in cui ci si capisce. Per questo gli articoli di « Progetto» saranno brevi, essenziali, facili, così che tutti li possano comprendere. Si chiederà a quanti scriveranno di essere semplici e lineari, perché la verità ha bisogno di essere compresa. Le espressioni difficili sono spesso un modo per non far capire le cose, un modo furbo ed elegante per nascondere la verità o per non dover confessare che non la si conosce.
Verso un progetto alternativo

La rivista punta su un progetto nuovo di umanità: vuole contribuire a idearlo e a realizzarlo, attraverso il confronto con tutti e il concreto impegno nell’azione. Noi siamo stanchi degli schemi precostituiti, degli slogans di destra, di sinistra o di centro; noi vogliamo prendere personalmente coscienza della realtà e trasformarla. Iniziamo una ricerca e poniamo delle ipotesi, per giungere a un progetto «nuovo», veramente partecipato, costruito da tutti. La rivista vuole essere uno strumento, umile e coraggioso, che mettiamo in mano a tutti: giovani e anziani, intellettuali e gente del popolo, credenti e non credenti… perché tutti siano coinvolti in questa esaltante avventura: fare un mondo nuovo.
Verità e amore

Il discorso di «Progetto» sarà sempre chiaro, franco, anche duro quando sia necessario, capace di denunciare il male dovunque esso si annidi, senza scendere mai al compromesso. La sua critica però non tenderà a distruggere, ma invece a costruire; non punterà sull’emarginazione e la divisione, ma sull’unità. Per essere totalmente libero, «Progetto» parte senza finanziatori: e anche questa è un’altra delle nostre «follie». Non ha dietro di sé dei padroni, ma cerca solo amici leali e generosi, che condividano la stessa fiducia nell’uomo, la stessa speranza nel futuro; che scrivano e diffondano la rivista senza altra ricompensa che la buona coscienza di lavorare per una causa giusta e la gioia di una sincera amicizia. «Progetto» è sostanzialmente questo. Dipende soprattutto da te che la sua «follia» diventi felice realtà.

La Redazione di «Progetto» dal N° 1 del gennaio 1978